Una volta ho vinto un panda. Non un panda vero, intendiamoci. Quelli son protetti e non può capitarti di vincerne uno nemmeno alla lotteria di capodanno. Un panda della Trudy (hai presente?). Accidenti! Io odio i gatti, i cani, i canarini, i pappagalli e tutti gli animali che hanno la tendenza a respirare. Odio persino i pesci rossi... figuriamoci se non odio i panda. E' vero che i panda della Trudy hanno il grosso pregio di non respirare ma... sono fatti così bene che sembrano quasi veri. E questo è sufficiente a farmeli odiare come se lo fossero. In ogni caso, io, se vinco qualcosa, quel qualcosa (qualunque cosa), me la prendo.
E così mi portai a casa anche il panda della Trudy che battezzai Trudy. Per un po' vivemmo insieme ma non fu una gran convivenza: lui mi ignorava cordialmente ed io lo ricambiavo con la stessa moneta d'indifferenza gioviale. Dopo qualche mese, però, non ne potevo più del fatto che stazionasse in pianta stabile sulla mia poltrona preferita e mi costringesse, così, a guardare film e partite, di sguincio, dal divano. Così, un giorno, presi il panda e suonai alla porta della vicina (una cinese sotto la soglia di ogni mio possibile interesse presente e futuro; per via dell'odore di fritto). Le dissi che il suo nome uscì da un'estrazione casuale tra i condomini in ritardo con l'affitto e che, per questo, aveva vinto un panda con legato al collo il sollecito per il pagamento della pigione. Lo so, lo so. Lo so che regalare un panda che sembra vero ad una cinese che non ha nemmeno i soldi per l'affitto, pur sapendo che in Cina, i panda, se li mangiano con il bambù e lo zafferano, è un atto ignobile. ma all'epoca avevo già il pesce rosso con cui convivere.
Comunque, il panda della Trudy, da me, è stato da dio per tutto il tempo che l'ho tenuto. E lo stesso il pesce rosso. Ne è prova il fatto che il pesce, con me, non ha perso un etto. Almeno, giudicando così, a occhio. Il fatto è che non l'ho mai pesato il pesce rosso (cosa che, invece, facevo regolarmente con il panda). Mica per cattiveria o disinteresse. E' che pesare un pesce rosso non è mica semplice. Uno pensa: che ci vuole? lo prendi, lo posi sulla pesa di precisione e lo rimetti nella sua boccia. Già. Come se non fossero letali gli sbalzi di temperatura per quegli esserini. Avevo pensato di pesarlo con tutta la boccia di vetro ma poi... poi ho realizzato che avrei dovuto fare troppa attenzione a mettere sempre la stessa quantità d'acqua nella vaschetta e che, in ogni caso, per numerosi altri fattori, avrei avuto un dato, sempre e comunque, troppo approssimativo. Pesare un pesce rosso richiede un impegno che non ti dico. Io la buona volontà ce la misi. Comprai anche la pesa i precisione. E non ti dico quanto mi costarono le vitamine da aggiungere al mangime due volte a settimana. Servono per il pelo, lo rendono liscio e brillante. No, non erano per il pesce rosso, quelle. Erano per il panda. Quelle però non le ho date alla morosa cinese. Le ho tenute io perché conoscendo la cinese... sì insomma, non mi andava proprio che dopo essersi mangiata il panda si prendesse le sue vitamine per avere i capelli più lucidi e brillanti. Ah! il pesce rosso si chiama Trudyno. Sì, in effetti, Trudyno, non è un gran nome per un pesce rosso. Uno di questi giorni glielo cambio. Tanto i pesci non sono mica come cani che hanno la piastrina attaccata al collare. (Non hanno nemmeno il collare. Non ci sono particolari controindicazioni a cambiar nome ad un pesce. Voglio dire... non è che quando lo chiami, un pesce rosso, molla tutto e ti corre incontro scodinzolando, no? E nemmeno ti riporta il bastone, se glielo lanci; non lo devi chiamare per avvisarlo che è pronto in tavola, né te lo ripeterà mai nemmeno se tu insistessi per una vita. Non è mica un merlo indiano. E' solo un pesce rosso, muto! Muto... in quanto pesce. Non è che è difettoso. Va bè! Comunque il nome non gliel'ho ancora cambiato. E poi ormai l'ho fatto incidere sulla piastrina del collare. E poi ormai mi sono abituato a chiamarlo così. Trudyno. In fondo, però, è un buon pesce, Trudyno. Ha un buon carattere e, quanto a vizi, non ne ha. A parte il fatto che gli piace Baricco e non si addormenta se non gliene si legge qualche pagina. All'inizio, ti dirò, la cosa mi pesava un po'. Non per Baricco, che piace anche a me, ma perché non mi piace leggere a voce alta. Comunque, alla fine, ho trovato la soluzione: glielo faccio leggere dal merlo indiano.
Tra le altre cose, il merlo, ha anche una leggera inflessione piemontese e la "erre" un po' arrotolata: sembra un po' Baricco. Peccato che, al momento, sia morto. Il merlo, non Baricco. Ma non è grave. Lo fa spesso. Lo fa per indispormi o spaventarmi, non so. La cosa grave è che, tutte le volte, io ci casco come un salame (che poi, dico io, chi ha mai visto cadere un salame?) e lui se la ride. Muore all'improvviso, così, senza nemmeno lasciare due righe e poi, sempre all'improvviso, me lo ritrovo nel negozio Fauna & Affini, sotto casa, che mi guarda dalla vetrina e se la ride. Diavolo d'un merlo indiano. Mi frega ogni volta. L'ultima volta, ad esempio, ero appena uscito dalla pasticceria all'angolo, dov'ero passato a prendere il giornale (ho un accordo col titolare: io, il mattino, compro la Gazzetta e lui Tuttosport; poi, la sera, ce li scambiamo; è per avere un'idea meno condizionata dalle linee editoriali). Dicevo? Ah sì. Ero appena uscito dalla pasticceria all'angolo e, passando davanti alla "Fauna"... te lo lì! Trudly! Trudly è il mio merlo indiano. Si chiama così. Era lì in vetrina e mi guardava, ridendo, sotto il becco. E così sono entrato nel negozio e ho chiesto una confezione di cotton fioc per conigli nani. Il titolare della Fauna li tiene nel retrobottega e, quando è andato a prendermeli, mi sono ripreso il mio merlo e sono scappato. Son tornato il giorno dopo per prendere i cotton fioc e, scusandomi per la sera prima, quando, per un attacco di colite, ho dovuto scappare dal suo negozio lasciandolo coi cotton fioc in mano. A dire il vero... il tale della Fauna, mi ha guardato strano, quasi non mi credesse. Io ho fatto finta di nulla: ho preso i cotton fioc. ho pagato e me ne sono andato. Comunque ne ho già parlato con Trudly e l'ho avvisato: "la prossima volta che muori ti lascio alla Fauna!".
Che poi... accidenti! Io odio gli animali.